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Il Blog degli studenti


11 giugno 2021

10 regole sulla sicurezza degli annunci di lavoro.

Autore Camilla Boccalari

Riconoscere le offerte di lavoro valide dalle truffe a volte può essere complicato, soprattutto quando appaiono veritiere, in questi casi sono i dettagli a fare la differenza. Ecco a voi dieci consigli per cercare di smascherare una truffa quando si sta cercando lavoro:

  1. La forma anonima. L’art. 9 dlgs.276/2003 stabilisce che in Italia è illegale pubblicare annunci di lavoro in forma anonima; inoltre, se l’annuncio non dovesse riportare il nome dell’azienda potrebbe “esserci sotto” una truffa. Solo le agenzie interinali sono autorizzate a non inserire il nome dell’azienda nell’annuncio di lavoro. È comunque sempre necessaria una buona descrizione del settore in cui la società opera e delle attività che svolge e ha svolto.
  2. Contatti. A volte negli annunci vengono inseriti dei contatti per rendere il tutto più credibile. Prestate attenzione se vi sia la sola presenza di un numero telefonico da contattare. Quando c’è anche un indirizzo e-mail a cui inviare il CV dopo la @ deve essere presente un riferimento all’azienda, un’e-mail generica non deve ispirarvi fiducia.
  3. Colloquio. Se avete appena sostenuto un colloquio e venite invitati a contattare un numero telefonico a pagamento per sapere l’esito, quello era un colloquio fasullo. Se avete superato le selezioni e venite invitati a seguire corsi di formazione a pagamento sappiate che è illegale, le aziende pagano ai nuovi assunti tutti i corsi di formazione necessari.
  4. Offerte di lavoro. Prestate attenzione all’offerta che vi viene proposta, anche un lupo si traveste da agnello. Dietro ad alcuni annunci, molto più spesso quelli legati al mondo dello spettacolo o a offerte lavorative per Hostess/Stewart si nasconde ben altro.
  5. Tipo di lavoro. All’interno dell’annuncio dev’essere ben specificato il ruolo che il candidato dovrà svolgere all’interno dell’azienda, sarebbe bene prestare attenzione anche alle caratteristiche che l’azienda ricerca nel candidato ideale, indicazioni generali e non ben definite sono segnali di una truffa in avvicinamento.
  6. Stipendio. Non fidatevi se non sanno fornirvi indicazioni precise a riguardo, frasi come “lo stipendio è variabile” o “dipende da te”: sono chiari segnali d’allarme.
  7. Spese iniziali. Quando l’offerta di lavoro è valida, non è necessario affrontare spese di alcun tipo per poter iniziare a lavorare.
  8. Phishing. Nessuna società vi chiederà username e password per accedere al vostro conto corrente online. In caso dovessero chiederveli, molto probabilmente si tratterà di una truffa bella e buona, l’obiettivo è quello di rubarvi l’identità.
  9. Social network. a volte le offerte di lavoro possono comparire dal nulla nelle chat dei social network, in questi casi è bene prestare la massima attenzione ad ogni singolo dettaglio. Ad esempio, se venite incentivati a ricontattare il presunto datore di lavoro solo WhatsApp o se quest’ultimo incalza una risposta in tempi rapidi perché ha contattato decine di candidati allora guardatevi le spalle, potrebbe essere una truffa.
  10. Operazioni di Multilevel Marketing. In questi casi chi viene assunto come socio dovrebbe in seguito reclutare nuovi clienti a cui far firmare un contratto simile a quello appena sottoscritto. L’art. 5 della legge 17 agosto 2005, n.173 con un aggiornamento dalla Corte di Cassazione del 26 settembre 2012 n.37049 stabilisce che «le attività commerciali in cui il beneficio economico deriva dal reclutamento di utenti, piuttosto che dalla vendita diretta di beni o servizi, sono da ritenersi fuorilegge», rendono così le catene di Sant’Antonio e il marketing piramidale illegali.