Il Blog degli studenti


23 aprile 2020

Pensieri in quarantena

Autore Greta Cattaneo

Non sono una di quelle persone che sta pensando alla quarantena come “un’ottima opportunità per”. Non penso che sia un’occasione per riscoprire se stessi facendo meditazione trascendentale ma solo un momento brutto e triste che ciascuno di noi non vede l’ora sia finito.

É vero però che questa tragica circostanza ci offre l’occasione per riflettere sul nostro tempo e sul nostro modo di vivere: è come se, per una volta, avessimo la possibilità di guardare a noi stessi e alla nostra società “da lontano”, da un’insolita prospettiva e con una maggiore lucidità. 

La mia speranza più grande, e forse quella di tutta la mia generazione, è che si impari davvero a dare ascolto alla scienza e agli esperti. Dovremmo aver capito a questo punto che le emergenze globali vanno prese sul serio, affrontate in modo collettivo e, soprattutto, che le misure sono efficaci se prese per tempo: le competenze, lo studio, l’esperienza non possono non essere riconosciuti come dei valori e chi ne è detentore va ascoltato. C’è una minaccia che incombe su di noi, quella del riscaldamento globale: saremo in grado di imparare dal presente e dare una sterzata al corso del mondo?

Quasi tutti i governi del mondo si sono trovati impreparati davanti alla pandemia del Covid 19. Lo Stato, la Nazione però siamo anche noi: questa consapevolezza  deve responsabilizzarci e spingerci a fare sempre la nostra parte. Non è più il tempo per delegare al prossimo quello che possiamo fare noi.

Per quanto riguarda il lato umano di questa complessa e tragica situazione, mi piace pensare che daremo più importanza alle persone e alle piccole cose della giornata; questo forse ci insegnerà ad essere felici per tutto quello che abbiamo e a ripensare alle vere priorità. Credo che il sacrificio dei medici ci abbia insegnato l’altruismo, forse saremo più rispettosi del prossimo e gentili con lo sconosciuto, aiuteremo chi soffre, saremo tolleranti con il diverso da noi. Credo che all’inizio avremo un po’ paura delle folle, ma allo stesso modo avremo tutti una grande voglia di socialità e di sentirci parte di una comunità. Magari impareremo una volta per tutte a non saltare le code!

Una sera di qualche settimana fa un signore suonava la chitarra su un balcone poco sotto al nostro. É stato bello ed emozionante ascoltarlo affacciati alla finestra: in un momento così poetico mio papà ha detto che forse usciremo davvero migliori da tutto questo.  

Oggi però leggevo un articolo (https://www.vice.com/en_uk/article/5dmxvn/youll-probably-forget-what-it-was-like-to-live-through-a-pandemic) che spiegava come  funziona la nostra memoria … con molta probabilità il nostro cervello si dimenticherà in poco tempo di come è stato stare in quarantena.

Se vogliamo cambiare dipenderà interamente da noi e dobbiamo desiderarlo profondamente.