Il Blog degli studenti


18 novembre 2020

Lavoro/Scuola e Covid19

Autore Alessandro Roversi

Negli ultimi mesi la nostra realtà è stata sconvolta da un organismo un centinaio di volte più piccolo di un globulo rosso che nonostante le dimensioni irrisorie è riuscito a mettere in ginocchio il mondo intero.

Questa minuscola particella ha provocato una crisi totale con effetti in ogni ambito della nostra vita, da quello socio-culturale a quello economico-lavorativo.

Tolta la possibilità di ricevere tutti un vaccino in tempi brevi, anche se negli ultimi giorni le aziende farmaceutiche stanno facendo proclami, penso sia inevitabile una convivenza prolungata con questo insidioso occupante. 

In questo momento più che mai credo sia necessario pensare positivo e fronteggiare il problema nell’ottica di migliorare la nostra vita attuale e futura adattandoci ad un evento che ormai da “cigno nero” (dalle teorie di Nassim Thaleb un evento rarissimo e non prevedibile) si è tramutato in realtà quotidiana. 

A questo proposito trovo interessante il concetto che sta alla base della maggior parte delle iniziative realizzate dalle grandi società (soprattutto inglesi) durante il covid, parlo del work-life balance, un disegno organizzativo relativo in particolare all’aspetto gestionale del personale nelle industrie, utilizzato in America fin dagli anni ’30. L’obiettivo che il modello si pone è quello di offrire ai lavoratori una vita il più possibile equilibrata in cui sia possibile conciliare impegni lavorativi con affetti e rapporti interpersonali. Oggi questo modello torna alla ribalta a causa del Covid19), nel tentativo di stabilizzare una situazione anormale e pericolosa. È vero che grazie ai mezzi tecnologici siamo tutti collegati e possiamo lavorare, ma manca drammaticamente il rapporto interpersonale e siamo dunque obbligati a rimanere a distanza, forse per lungo tempo…

In che modo declinare il work-life balance? :

  • Lavoro: smart working alternato a presenza in ufficio.
  • Adozione della “Clean Desk policy": ogni postazione all’interno dell’ufficio viene sgomberata e pulita al termine dell’orario di lavoro con l’intento di ridurre al minimo le possibilità che il virus sopravviva nell’ambiente di lavoro. L'aumento della sicurezza dell’ambiente rappresenta una spinta per andare a lavorare in ufficio 

Questi provvedimenti sono stati applicati nel settore del lavoro, ma nessuno ha pensato alle scuole ed in particolare alle Università, che potrebbero facilmente rimanere aperte se adottassero questa policy.

Il diritto all’istruzione è imprescindibile e il fatto che l’Italia non riesca a garantirlo è un segnale d’allarme. I dati dicono che solo il 3,5% dei focolai si sia originato nelle scuole. Rischiamo un disastro psicologico, formativo, sociologico ed educativo.

L’invito che rivolgo a tutti e a me per primo è di riflettere criticamente, ragionando su come possiamo trasformare un brutto momento in un’esperienza istruttiva