Il Blog degli studenti


10 giugno 2020

L’eredità del passato e la chiusura mentale del popolo Italiano

Autore Alessandro Roversi

Francesco Cossiga disse: “Nel nostro paese la gente parla di tutto, ma non s’intende di niente”.

Questa breve "sententia" pronunciata dall’avvocato riassume a mio avviso in modo efficace l’approccio gnoseologico del popolo italiano.

Sono convinto che questo atteggiamento sia strettamente legato alle origini della nostra civiltà e alla grandezza del popolo che ci ha preceduto su questa penisola secoli fa.

Il patrimonio artistico e culturale che abbiamo ereditato non ha eguali nel mondo e rappresenta il 25% di quello mondiale.

La mia impressione è che l’Italia del presente, guardando al passato, soffra di una sorta di complesso d’inferiorità che non può essere messo a tacere se non attraverso un uso patologico e profondamente scorretto della "sapientia" e della ragione, che non vengono adoperate come strumento per svelare e conoscere, ma come mezzo giustificazionista del pensiero individuale.

In parole povere, proviamo piacere nel darci ragione e nell’auto-approvazione.

La ragione e il sapere usati in questo modo portano a una forte chiusura mentale, che nel nostro paese si manifesta in molti modi tra i quali l’esempio più fulgido è forse l’ingiustificato disprezzo che ancora oggi molti di noi provano nei confronti degli immigrati o più in generale di ciò che non appartiene alla nostra cultura.

Il cambiamento è per definizione qualcosa di traumatico e dunque non proprio della natura umana più incline al routinizzare ogni aspetto della vita. Dobbiamo tutti fare uno sforzo e mettere da parte l’orgoglio per far spazio alla cultura ! Cosa ne pensate?