Il Blog degli studenti


17 marzo 2020

Il lato oscuro della moda

Autore Anna Merati

Si sente molto parlare della necessità di ridurre lo smog, di utilizzare auto elettriche e anche di sviluppare aerei eco-sostenibili. Non è noto però che la seconda causa di inquinamento globale dopo il settore Oil&Gas sembrerebbe essere proprio quello della moda. 

Questo settore ha un modello di business non sostenibile che secondo le stime ci porterà ad emissioni di CO2, rifiuti e sprechi d’acqua sempre maggiori. Basti pensare che la produzione di abbigliamento e scarpe comporta la generazione di quasi 1,2 miliardi di tonnellate di emissioni e per produrre una T-shirt si utilizzano 2700 litri d’acqua. A tutto ciò si aggiunge anche il fenomeno del Fast Fashion che, garantendo prezzi bassi, porta i consumatori a comprare capi che non vengono utilizzati o utilizzati poco.

Il mondo della moda fortunatamente sta iniziando a mostrare sensibilità per la questione.

Per prima Vivienne Westwood, con il suo slogan “Buy Less, Buy Better”, invitò ad acquistare più responsabilmente, comprando meno prodotti ma di qualità maggiore. 

Stella McCartney, che ha creato le Stan Smith totalmente vegan, è stata fin da subito una delle stiliste più attive: nel 2018 ha conseguito il Global VOICES Award di The Business of Fashion per l’impatto della sua filosofia sustainable nel mondo. Durante lo speech in occasione del premio, ha fatto un annuncio importante: in collaborazione con le Nazioni Unite ha messo a punto una sorta di "manifesto programmatico" sulla moda sostenibile e le possibili azioni in materia di climate change: si prevedono metodi di produzione più green, a basse emissioni di carbonio e con un impatto positivo anche sulla redditività economica. 

Sulla stessa linea troviamo Armani, Zara, Zegna e H&M. Quest’ ultimo è uno dei brand più eco sostenibili con la sua linea Conscious. Prada si è impegnata a creare una linea chiamata Re-nylon, utilizzando solo nylon riciclato da reti da pesca entro la fine del 2021. Inoltre, a inizio Novembre, è stato il primo brand del lusso a sottoscrivere un prestito green legato ad obbiettivi sostenibili.

Il presidente della Camera della Moda ha affermato che è importante che tutti contribuiscano a cambiare la mentalità delle persone in ottica di sostenibilità: molto presto tutti potrebbero condividere lo stesso approccio.

Speriamo sia così... nel frattempo pensiamo bene a cosa acquistiamo!