Il Blog degli studenti


29 luglio 2021

Green jobs: il futuro del mondo del lavoro

Autore Francesca Trovarelli

Il tempo è scaduto. Ci troviamo nel “Decade Of Action”, ovvero l’ultimo decennio che resta all’umanità per raggiungere gli obiettivi declinati in Agenda 2030, per vivere finalmente all’insegna della sostenibilità.

Il mondo non può però scegliere tra la creazione di nuovi posti di lavoro e la salvaguardia dell’ambiente. Come ben sappiamo, oltre alla preoccupante situazione ambientale, in tutta Europa continua il problema della disoccupazione: dal 2008 sono in totale quasi 10 milioni i posti di lavoro persi. Come migliorare le cose? Una valida possibilità sono i cosiddetti green jobs, i lavori verdi del futuro.

La definizione precisa arriva  dall’UNEP (United Nations Environment Programme), l’agenzia delle Nazioni Unite operante nel campo della tutela dell’ambiente: “Si definiscono green jobs quelle occupazioni nei settori dell’agricoltura, del manifatturiero, nell’ambito della ricerca e sviluppo, dell’amministrazione e dei servizi che contribuiscono in maniera incisiva a preservare o restaurare la qualità ambientale“.

In Italia, i numeri della disoccupazione sono preoccupanti. A causa della pandemia da Covid-19, molti aspetti della nostra vita sono stati stravolti.

In un certo senso però, la pandemia ci ha spinto a guardare un po’ più in là, verso il futuro. Sin dalla prima ondata di contagi, molte aziende hanno fatto ricorso al lavoro da remoto per permettere ai dipendenti di continuare a lavorare dalle loro case. Allo stesso tempo è stata registrata una crescita notevole negli acquisti online e a domicilio. I settori che hanno continuato a creare opportunità di lavoro sono il digitale e il green.

Il rapporto tra green e digitale è complesso e con diverse sfaccettature. Abbiamo infatti da un lato la tecnologia sostenibile e, dall’altro, la sostenibilità digitale. La tecnologia sostenibile viene presa in considerazione di frequente quando si parla di green, è la tecnologia che non deve produrre danni all’ambiente, come ad esempio i green data center per il cloud computing. Ma la sostenibilità digitale è quella che possiede maggiori potenzialità: quest’ultima interagisce con economia, società e ambiente, ridisegnando il contesto e determinando gli impatti sui modelli di business, sulle imprese e sui consumatori.

Parlare di green jobs significa parlare dell’Italia che reagisce alla crisi.

Secondo lo studio del Focus Censis Confcooperative, in Italia c’è maggiore consapevolezza dell’importanza dei temi sociali e ambientali. Nel 2019, infatti, oltre 700 mila imprese hanno investito in competenze green e quasi 300 mila hanno invece investito in tecnologie e prodotti che riducono l’impatto ambientale. Entro il 2024, per le aziende green si prevedono 1,6 milioni di assunzioni, delle quali circa 978 mila riguarderanno profili professionali con competenze elevate nella sostenibilità ambientale. Infine, più posti di lavoro green comporteranno un footprint più sostenibile rispetto a quello attuale, che rischia di far alzare di due gradi Celsius entro la fine del secolo il riscaldamento globale.

Si tratta di un mondo del tutto nuovo, tanto che, per il momento, non sono stati delineati percorsi formativi specifici. Si può affermare però che sono professioni caratterizzate da un alto livello di specializzazione e da multidisciplinarietà.

Ma anche se si svolge un lavoro “classico” si può essere attenti all’ambiente. In molti casi si tratta infatti di riconvertire il proprio profilo professionale affinando le competenze in ambito green e anche in chiave digitale. In poche parole, non ci sono più scuse per continuare ad ignorare la lotta al cambiamento climatico.