Il Blog degli studenti


07 aprile 2020

Arturo Vittori e le Warka Towers

Autore Gaia Molinari

Acqua. La vita comincia sempre dall'acqua. Tutte le radici traggono nutrimento dal terreno umido. Anche le nostre.

E proprio a un albero che si chiama Warka Tree si è ispirato Arturo Vittori quando ha progettato la Warka Tower. Un albero dalle ampie fronde sotto al quale nei villaggi somali si radunano le persone a cercare refrigerio e che offre frutti trattandosi di un Fico, un albero per questo venerato dalla popolazione.

Nel 2012, quando Vittori arriva in Etiopia con la sua squadra di architetti e ingeneri, il 60% delle persone sopravvivono con meno di 15 litri d'acqua al giorno; sono costretti non solo a lunghi pellegrinaggi quotidiani fino al pozzo, ma anche al rischio di infezione e di decesso.

Le Warka Tower rispondono al problema dell’ approvvigionamento idrico con un sistema semplice da far costruire alla manodopera indigena con tecniche locali a basso costo e con basso impatto ambientale. Sono formate da elementi cilindrici modulari fatti di bambù al cui interno si trova una maglia che serve a catturare l’acqua della pioggia e le gocce di condensa o di nebbia. Nella parte più bassa un collettore convoglia l’acqua nella cisterna di accumulo le cui dimensioni variano in base alla quantità di acqua presente. Inoltre una tettoia consente alle persone di radunarsi all’ombra e allo stesso tempo di abbassare la temperatura del terreno circostante. 

Sono alte 10 metri pesano 60 kg, sono economiche (500$), assemblabili in 10 giorni e raccolgono 100 litri di acqua al giorno.

Un progetto che  nasce dall’osservazione della natura e del territorio. La maglia di Vittori si ispira infatti alla tela intessuta dai ragni, cattura le gocce di rugiada e di pioggia. Come dice Vettori “…ogni goccia conta”.

Troverai più nei boschi che nei libri. Che alla fine, di fatto, da lì anche quelli vengono.

La via più chiara verso l’Universo è attraverso una foresta selvaggia. (John Muir)